Programmazione, intelligenza artificiale e la riscoperta di una passione

Ho cominciato a programmare a sei anni. Non a copiare listati a caso: capivo cosa stavo facendo. BASIC sul Commodore 64, poi GW-BASIC, Pascal, qualcosa di COBOL, Visual Basic. Ho costruito da zero un gestionale in PHP per il mio internet point. So cosa e’ un ciclo for. So cosa e’ una variabile, una funzione, un array.

Non sono uno che ha scoperto la programmazione adesso.

Sono uno che non ha mai smesso di pensare come un programmatore, ma che a un certo punto ha smesso di scrivere codice. E il motivo e’ abbastanza preciso.

Il problema non e’ la logica. La logica ce l’ho. Ho aiutato programmatori professionisti a ragionare sui loro problemi piu’ volte – non scrivendo codice, ma ragionandoci insieme, trovando alternative, individuando dove la soluzione si inceppava. E’ quello che fa un analista. Una figura che oggi non esiste quasi piu’ come ruolo separato, ma che serve eccome.

Il mio problema e’ la memoria.

La sintassi di un linguaggio non la puoi ricavare dal ragionamento. Non puoi dedurre come si scrive un ciclo in Python se non lo hai mai imparato – devi saperlo. Un comando e’ quello, non piu’ o meno quello. Una virgola al posto sbagliata e il codice non gira. Io ho una difficolta’ concreta nel memorizzare cose che non posso ragionare – le devo rifare migliaia di volte, o costruirle su una logica che le rende inevitabili. La sintassi non funziona cosi’. Devi saperla e basta.

Poi c’e’ il tempo.

Quello manca sempre: il lavoro, la casa, la spesa, vivere in generale. Imparare un linguaggio nuovo da zero richiede ore che non ho, e la motivazione si scontra continuamente con la lista delle cose da fare.

Il terzo muro e’ il setup.

Ogni volta che ho provato a riprendere a programmare – e ci ho provato piu’ volte – mi sono arenato prima ancora di scrivere una riga di codice. Installare l’SDK. Configurare l’ambiente. Scoprire che manca una dipendenza. Installarla. Scoprire che manca altro. Impiegare due ore a far partire il programma “Hello World”. A quel punto la voglia e’ gia’ sparita. Voglio programmare, non configurare ambienti di sviluppo.

Poi e’ arrivata l’intelligenza artificiale. Specificatamente: Claude, un modello di Anthropic.

E ha tolto tutti e tre i muri.

Non devo ricordare la sintassi perche’ non scrivo il codice. Non devo configurare niente perche’ non installo SDK. Descrivo il problema, ragiono sulla logica, definisco cosa voglio ottenere – quello che so fare – e il codice lo produce Claude. Il mio ruolo e’ quello dell’analista: capire il problema, trovare la soluzione logica, verificare che il risultato sia quello giusto, individuare quando e perche’ qualcosa non funziona.

Non e’ magia e non e’ banale.

L’intelligenza artificiale ha dei limiti, e accettarlo richiede un processo. Non capisce sempre alla prima. A volte interpreta in modo diverso da quello che intendevi, produce qualcosa di tecnicamente corretto ma logicamente sbagliato, oppure – e questo e’ il caso piu’ frustrante – perde il filo, esce dalla logica che stava seguendo e va per la sua strada come se niente fosse. Quando succede, e succede, le esclamazioni che ne derivano non sono riportabili in un contesto pubblico. Chi ha lavorato con strumenti complessi capira’.

La soluzione non e’ aspettarsi che l’IA sia infallibile. La soluzione e’ usare la propria logica per blindarla.

Nel tempo ho imparato a costruire regole, vincoli, sistemi di controllo che guidano il comportamento dell’IA prima ancora che inizi a lavorare. Definire esattamente cosa deve fare e cosa non deve fare. Stabilire convenzioni che deve rispettare sempre. Prevedere i casi in cui potrebbe sbarellare e chiudere quella porta in anticipo. In pratica: usare la capacita’ analitica per contenere e indirizzare la capacita’ esecutiva. Non la sostituisci, la governi.

E’ un equilibrio che si costruisce nel tempo, sbagliando, correggendo, affinando. Ma quando funziona, funziona bene.

Devi sapere cosa vuoi. Devi essere preciso. Devi capire quando il risultato e’ sbagliato e sapere spiegare perche’. Un utente che non capisce nulla di programmazione otterrebbe risultati mediocri. Io ottengo quello che voglio – con qualche esclamazione colorita lungo la strada, ma questo fa parte del processo.

In questi mesi ho costruito una serie di script che uso davvero:

– CamWatchdog: controlla che le webcam di sorveglianza salvino regolarmente i file e mi avvisa via Gmail se smettono.
– Turni: scarica i turni dal portale aziendale e li sincronizza su Google Calendar, aggiornando anche il calcolo dello stipendio.
– SocialFeed: monitora la pagina Facebook di un autore specifico e notifica i nuovi post via email.
– DesktopCleaner: mantiene il desktop in ordine automaticamente.
– Plotter FDM: converte immagini in G-code per il mio plotter a filamento.
– ConversioneVideoAuto: converte i video tramite HandBrake non appena li rileva.
– BackupMensiliVideoAuto: quando voglio, esegue il backup dei video della dashcam su hard disk esterno.
– SyncToFTP: sincronizza tutto su FTP, comprime, rimuove i dati sensibili e genera la pagina che state leggendo.

E altri in corso, perche’ una volta che il meccanismo funziona le idee non mancano.

Perche’ ho aggiunto anche quella: una pagina Script sul sito, raggiungibile dal menu, con tutti questi strumenti disponibili per il download. Non e’ software commerciale. Sono strumenti nati per risolvere problemi miei: funzionali, con qualche limitazione voluta, qualche passaggio manuale lasciato intenzionalmente, grafica essenziale. Non sono prodotti rifiniti – sono soluzioni. Se servono anche a qualcun altro, meglio cosi’.

La passione per creare, automatizzare, risolvere problemi non e’ mai sparita. Non era sopita. Era bloccata da due ostacoli pratici che adesso non ci sono piu’.

Ci ho messo vent’anni a trovare il modo giusto per programmare. Ma ci sono arrivato.


NasoSan

Stampa 3D – Parte 6 by Naso San

Eccomi di nuovo, dopo qualche anno di silenzio sull’argomento.

Chi ha seguito le puntate precedenti sa già tutto: CR-10s, CR6-SE, parametri, filamenti, bestemmie. Questa volta parliamo di quello che è cambiato, e cambiato tanto.

Le stampanti attuali: Creality K1C e Bambu Lab A1 Mini

Ho aggiunto una K1C: completamente chiusa, autolivellante, veloce — molto veloce. Compatibile con filamenti tecnici grazie alla camera chiusa e all’hotend migliorato.

Ho anche una Bambu Lab A1 Mini con BMCU 370C per la stampa multicolore. E qui ci tengo a precisare una cosa che in giro si legge poco: con questo sistema la torre di spurgo NON serve. Non è un risparmio marginale — è filamento e tempo risparmiati ad ogni stampa multicolore.

La gestione del filamento: finalmente seria

I filamenti li tengo sotto vuoto — quindi già essicati e pronti all’uso. Ho un essiccatore Sovol a 4 posti che uso sia per mettere sottovuoto i filamenti, sia come alimentatore diretto durante stampe lunghe, con materiali particolari (PETG, TPU, filamenti compositi), o per la stampa multicolore a 4 colori con l’A1 Mini.

Per la K1C ho una scatola singola sigillata con connessioni sia frontali che superiori, con un connettore a imbuto che facilita l’inserimento del filamento nel tubo PTFE. C’è un raccordo PTFE femmina-femmina che permette di collegare indifferentemente la scatola singola o il Sovol. Il tubo si blocca perfettamente al connettore della K1C.

Per l’A1 Mini la situazione è simile: ho una scatola singola sigillata con tubo PTFE, ma il tubo arriva al connettore standard senza bloccarsi meccanicamente. Se il filamento tira regge, se c’è retrazione il tubo si stacca. Non è una soluzione perfetta, ma nella pratica funziona.

Ho scelto l’A1 Mini anche perché la sostituzione dell’hotend è molto rapida e il sistema multicolore è facile da integrare, anche con soluzioni non originali come il BMCU 370C. Le due configurazioni sono diverse: con estrusore da 0.4mm la uso per la stampa multicolore, con estrusore da 0.2mm la uso per le miniature — scritte di 3mm di lunghezza e 1mm di altezza, perfettamente leggibili.

Cosa è cambiato rispetto a prima

Rispetto al 2018-2019 il mondo della stampa 3D casalinga è maturato enormemente. Le stampanti arrivano già pronte, l’autolivellamento funziona davvero, il multicolore è accessibile a chiunque. I tempi si sono ridotti drasticamente.

Il consiglio rimane lo stesso però: pazienza, metodo, e non aspettatevi di farci soldi.

Alla prossima.

Stampa 3d, parte 4 by Naso San

Salve,

eccomi qui, forse con l’ultima parte di questo argomento.

Sono riuscito a stampare diverse cose, sia mie che scaricate, senza grossi problemi, sicuramente c’è margine di miglioramento, tanto che nei prossimi giorni ottimizzerò le configurazioni per evitare gli ultimi difetti che riscontro, un lavoro di precisione certosina..

Riassunto, quindi, la stampa 3d è bella, è utile, ma non è economica anche se ci sono stampanti da 200€ e anche meno.. il filamento costa 20€ circa al kg, ma il tempo che ci dovrete perdere per l’allineamento, per la progettazione grafica e per la ricerca delle impostazioni per ogni filamento etc etc.. è tanto, quindi dovrete lavorare, studiare moltissimo per poi avere risultati anche gradevoli, ma sempre di plastica si parla..

Se volete avvicinarvi a questo mondo, cercate stampanti con chassis in metallo, doppio asse z o almeno con le guide per avere maggiore stabilità, piatto in vetro sinceramente lo sconsiglio, perchè sarà anche più livellato, ma ad ogni stampa dovrete diventare maghi per evitare di graffiarlo e dovrete riallineare il tutto.. mentre con quelli magnetici no.. la superficie è già porosa, una volta allineato, vi basta togliere la parte superiore del piano magnetico e piegandolo i pezzi si toglieranno da soli.. lasciate la temperatura del piano sempre allo stesso valore, e una volta trovato una marca di filamento che vi dà buoni risultati, non mollatela… altrimenti sarete costretti a ricercare nuovamente i parametri per le temperature, e tutti gli altri valori necessari… non fate le prove con il filamento dato insieme alla stampante.. se vi va bene ok, altrimenti sarete costretti a comprarne di altre marche e dovrete ricominciare la ricerca dei parametri da zero o quasi..

Se possibile comprate una stampante con già il sistema di livellamento, possibilmente quello a pressione (come BLTouch o CR Touch) e non quello induttivo.. il primo funziona con qualsiasi superficie, il secondo solo con superfici metalliche.. perchè se volete aggiungerlo dopo, dovrete oltre che aggiornare e modificare il firmware della stampante, anche collegare e adattare cavi e sensore… Cercate una stampante con il piatto piccolo.. più piccolo, più facile da allineare!

Io mi sono trovato bene con le creality sia cr10s che ender 3 pro, il consiglio in ogni caso è quello di prenderne 2, uguali o diverse ma almeno 2.. così mentre con una stampate con l’altra potete fare eventuali test sui filamenti o altre stampe.. le tempistiche parlano tranquillamente di decine di ore come minimo.. quando stampate poco si parla di decine di minuti.. fare stampe di 2 o 3 giorni è normale…

Tappettino magnetico cr10s Tappettino magnetico cr10s Tappettino magnetico ender 3 Stampante Ender 3 pro Stampante cr10s Nastro blu per adesione filamento Colla bicomponente

Cercate un filamento che sia sì di qualità ma anche disponibile spesso sul mercato, magari non avrete un risultato eccezionale, ma potrete stampare sempre senza dover rifare da zero o quasi le impostazioni.

Tianse

Il bianco non è sempre perfetto, ma il resto dei colori sì..

Colido

fate attenzione alla retraction.. fate i test per trovare la giusta temperatura e valore…

Come programmi potete usare quello che volete, io preferisco fusion 360 che all’epoca era gratuito anche per uso aziendale sotto i 100k€ (oggi la versione gratuita è limitata e non più disponibile per uso commerciale) e permette di creare ogni cosa, dal disegno 3d ai test di resistenza alle simulazioni di movimento, alla modellazione dei solidi.. non sarà sicuramente il migliore, ma almeno è quello più completo..

Per quanto riguarda invece l’altro software che vi serve, lo slicer, io preferisco cura, che se usato bene, permette molte personalizzazioni, certo esistono altri software che permettono personalizzazioni ancora più estreme.. ma sinceramente non li ho trovati semplici ed intuitivi come invece è cura.. sappiate che c’è sempre tempo per migliorare e quindi imparare anche un secondo o terzo programma di slicing da usare a seconda di quello che dovete stampare..

Per quanto riguarda i costi di produzione.. bè, il più semplice è quello del filamento.. lo slicer vi dice quanti metri o peso usate.. quindi fate le proporzioni…. ma dovete aggiungere il consumo elettrico.. 300watt/h è quello che consuma l’alimentatore delle 2 stampanti che ho io.. ma non è il vero consumo.. ma il massimo consumo.. considerate che per portare le temperature sia dell’estrusore che del piatto ci vuole tempo e consumo elettrico.. ma una volta arrivato a temperatura, il consumo si riduce drasticamente.. mentre per far muovere i motori degli assi il consumo è quasi costante.. diciamo che se prendete i 300watt e li usate per il costo elettrico sicuramente non ci andrete in perdita… quindi circa 0,20€/h massimo

Quindi, costo filamento, costo elettrico ai quali dovete aggiungere costi per l’usura delle stampanti.. e costo per la progettazione o utilizzo in genere della stampante stessa.. per quanto una persona vi dia il gcode già fatto, voi per il tempo necessario alla stampa non potrete utilizzarla.. quindi ha un costo…. poi c’è quello di progettazione, e lì si può volare.. dai 30 ai 100€/h…quindi almeno all’inizio non consideratelo… non potrete vendere un portachiavi a 20€ l’uno.. dovete quindi considerare di volta in volta chi e quanto vi fa stampare.. un cliente che vi chiede 1 portachiavi lo può pagare anche 5€ a seconda delle personalizzazioni.. uno che ve ne chiede 50 non li pagherà sicuramente 5€ l’uno.. ma molto meno.. legge del mercato..

Magari potete usare il software presente dentro windows 10 per la stampa 3d.. che vi dà una stima del costo che andreste a pagare se venisse stampato da terze parti.. ovviamente loro sono professionisti.. con macchine non da 300€ … ma vi può dare una indicazione di massima… diciamo che voi non potrete farlo pagare sicuramente di più di quel prezzo…

Per quanto riguarda i profili da utilizzare, almeno con le stampanti cr10s e ender 3 pro, e utilizzabili come base da adeguare alle varie marche di filamenti potete, come indicato già nell’altro post..

Per finire, fate corsi, chiedete a chi ha già fatto.. guardate video, perchè se è solo per voi stessi.. fate prima a farli stampare da qualcuno.. vi costa meno.. se invece volete fare qualcosa anche per altri.. (non necessariamente a pagamento..) la qualità deve essere sicuramente ottima.. quindi dovete fare esperienze, e studiare come progettare, come disegnare etc. etc…

https://www.instagram.com/p/BthLqoClyQD

https://www.instagram.com/p/BthLjeLljHz

https://www.instagram.com/p/BthLbOElGAK

https://www.instagram.com/p/BtY0Ok7l75e

https://www.instagram.com/p/BtEhMyfFUZd

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https://www.instagram.com/p/Bs8pFxBFooK

Stampa 3d, parte 3 By NasoSan

Allora, innanzitutto, salve a tutti, poi partiamo dalle cose belle, ho eliminato la anet a8.. è ancora in casa.. ma sono indeciso se venderla, regalarla (non sarebbe un bel regalo..) o se donarla a qualche scuola dove potrebbero bestemmiare tranquilli e imparare…

Ho comprato la ender 3 pro, poco più costosa della anet, la metà della cr10s, sempre da montare, ma nettamente di qualità superiore.. appena montata, 1,5 ore.. e non 9… ho potuto stampare senza problemi.. ho regolato il piatto di stampa e basta.. poi ho spento e il giorno dopo ho potuto stampare, e stampare e ancora stampare.. senza problemi.. ho stampato 5 diversi tipi di filamento.. senza problemi.. tra le altre cose utilizzando sempre le impostazioni della cr10s.. sono di fatti della stessa azienda la creality..

La ender 3 è più piccola della sorella cr10.. 20x20x20 circa.. ha meno particolarità, per esempio non ha una seconda guida di metallo sul piano z come la cr10s.. quindi risulta meno precisa man mano che si sale.. non ha il sensore per la fine del filamento (il cane che ho stampato a metà ne è un risultato…. vedete su instagram o facebook) però ha il piano già con la parte magnetica.. senza doverla quindi comprare a parte… e funziona senza dover ogni singola volta calibrare anche il tavolo come invece dovevo fare con la anet….

Quindi se volete iniziare la ender 3 pro è un ottima stampante! se non avete esigenze di grandi stampe, non ha nulla da togliere alla cr10s..

Non ha bisogno di particolari upgrade.. se non quello per la striscia led.. se proprio vi serve o per mantenere una telecamera come ho io sulla cr10s.. per funzionare non ha bisogno di nulla.. dimenticavo.. fate attenzione ai cavi.. fascettateli bene, misurate le estensioni che devono supportare perchè altrimenti ve li ritrovate sotto il piano di stampa che si incastrano come nulla.. eventualmente stampatevi la catena porta fili..

Se poi volete, vi posto i file di configurazione per il pla in 3 qualità, abs, petg, pla composito (pla + legno, + carbonio + altri materiali etc), tpu normale e colorato in un unica qualità che poi ovviamente basta modificare il valore, così da avere come minimo un punto di partenza.. io mi ci trovo piuttosto bene qualsiasi cosa voglia stampare..

Profili cr10s, ma vanno bene anche per la ender 3 pro (Aggiornato in data 19/01/2019 ore 18:56)

Alla prossima, appena ho altri progetti finiti posterò le foto su instagram e facebook.. quindi seguitemi.

Ps

dimenticavo una cosa.. sto ottenendo discreti risultati utilizzando come test la barchetta, ma ridotta al 40% di dimensione.. e vi assicuro che se trovate la configurazione che riesce a stampare tutto (senza i supporti) così piccola avete trovato la configurazione giusta per quel tipo di materiale…

4° parte

Stampa 3d, parte 2 by Naso San

Salve, di nuovo con la stampa 3d.. 

Finalmente, capito i problemi che non erano dovuti a mie mancanze ma a difetti di prodotto arrivato nuovo.. sono riuscito a produrre qualcosa di concreto..

Come già detto in precedenza nel vecchio articolo i problemi sono tanti, ci vuole tanta pazienza e tante conoscenze tecniche, che vanno dalla precisione del montaggio e allineamento della macchina stampante, alla scelta del giusto filamento 3d, alla progettazione del disegno tecnico, alla progettazione del progetto tecnico visto come componenti da assemblare ed eventualmente modificare all’occorrenza o implementare o sostituire.. alla realizzazione del codice da dare in pasto alla stampante per ottenere la qualità , la resistenza, la flessibilità necessarie al progetto..

In ogni caso.. qualche prodotto realizzato..

Oltre a questi sopra ci sono altri pezzi che ho creato.. alcuni interamente da me grazie a thinkercad o fusion 360, o presi da internet già pronti da dare in pasto allo sliceer per creare il codice per la stampante.

Come dicevo nell’articolo precedente, più spendete per la stampante meno casini avrete.. più velocità precisione, qualità etc.. 

Ho comprato anche la 

estremamente economica.. sono quasi 40 giorni che ci bestemmio dietro per montarla, e soprattutto registrare tutti gli assi.. considerando che il manuale non è preciso.. e molte cose non sono dette.. quindi tantissima pazienza….

Per questa stampante sono praticamente essenziali dei cambiamenti se volete usarla.. dovete quindi comprare del materiale aggiuntivo ecco l’elenco di quello che per ora ho preso io e che mi ha risolto moltissimi problemi.. devo ancora però lavorarci…

Questo non serve tanto alla anet a8, ma di più per la cr10s… in ogni caso male non fa.. e non vale il nastro giallo da pittare…. è troppo liscio per l’utilizzo che bisogna fare sulla stampante..

In più quello che per ora ho stampato.. :

Come sempre vi terrò aggiornati sul lavoro.. continuo quindi a dire che prima di comprare una stampante 3d.. fatevi un corso di cad, ingegneria tecnica meccanica e di pazienza.. poi il mutuo per pagare il tutto compresa la stampante..

Un ultima cosa.. ho trovato un venditore di filamento che non sembra economico.. ma è molto disponibile e da consigli sul tipo di materiale da prendere.. ha molti campioni di materiale anche a 1€ quindi con pochi soldi potete provare i materiali che volete.. quindi da tenere in considerazione… https://www.mega-3d.it/it/
Alcuni test effettuati con i campioni venduti da mega3d

I difetti che vedete sono dovuti a miei errori di impostazioni nella stampa..

Prosegue nel 3 episodio…. 😉

Stampa 3d by Nasosan

La stampa 3d in casa.. una esperienza più che un divertimento.. da provare.. se proprio uno vuole.. ma con molta ma molta calma…

Salve a tutti, oggi voglio parlare della stampa 3d.

Che dire , bello, interessante… poi iniziano le note dolenti… costosissima, difficile, lenta, rumorosa, occupa spazio, complessa….

Partiamo dall’inizio, io ho preso una Cr-10s una buona stampante, così dicono molti youtuber.. in effetti arriva in una scatola dove bisogna in pratica solo assemblare 2 pezzi, il piano orizzontale e quello verticale.. ci sono guide per cui è impossibile sbagliare.. lasciate invece perdere il manuale e il video presenti nella confezione.. fanno perdere solo tempo e nel mio caso erano della versione cr-10, non molto differente, ma in ogni caso fuorviante.. se andate a istinto fate prima.. in circa 20 minuti si monta e si può già stampare.. dentro la memory card è presente qualche progetto già pronto (convertito in gcode.. vedremo poi..) che non serve a nulla, in quanto il pezzo che costruite è già presente nella confezione e già montato sulla stampante.. però vi permette di vedere subito la stampante in funzione.. inoltre è presente tutto il necessario per la stampa.. il filamento circa 250g, gli accessori per il montaggio e la manutenzione, la spatola per staccare dal piatto di stampa quello che create.. il nastro adesivo di carta per far sì che il prodotto aderisca al piatto.. un chiavi in mano reale.. anche troppo.. ci sono di fatti viti e bulloncini in più tanto da farvi credere di aver dimenticato qualche pezzo.. invece no.. 

Il costo è basso, sì.. per le stampanti 3d 400€ è molto ma molto poco.. di fatti è considerata una stampante entry level, anche se tra le migliori… ne esistono anche da 150€ ma hanno molte limitazioni rispetto a questa.. un motore con una singola asse (la cr-10s ne ha 2 sull’asse z) il piano di stampa molto ma molto più ridotto.. si arriva a 20x20x20 nei migliori dei casi.. altrimenti anche 10x10x15…  e spesso sono da assemblare, completamente.. ogni pezzo deve essere montato.. mentre con questa ci sono in pratica 3 pezzi.. la centralina di controllo con i cavi.. il piano x e quello z… 

Ha una superficie di lavoro molto grande, 30x30x40. Nulla da invidiare ai modelli professionali molto ma molto più costosi, si può arrivare come nulla a 5000€ per un modello di fascia alta.. ma sempre “casalingo” non industriale… quindi va bene per un professionista.. ma se dovete fare stampe in serie.. dovete moltiplicare la cifra parecchie volte.. o passare a quelle industriali.

Se volete un consiglio, fate dei corsi.. a meno che non abbiate molto, ma molto tempo da perdere e molta ma molta , veramente molta pazienza e metodo di approccio molto preciso.. le variabili da modificare per ogni pezzo che fate.. nel migliore dei casi sono qualche decina.. altrimenti possono diventare anche 50 o 60… i corsi, sicuramente costano.. si parte dal software di disegno 3d.. autocad, allplan, thinkercad che è quello che uso io.. poi si passa agli slider… cura3d per esempio e poi volendo alla progettazione dei pezzi.. un corso da geometri e ingegneri.. per finire all’hardware su come fare la vera e propria stampa 3d..

Quindi.. dopo aver comprato la stampante.. dopo averla montata, la prima cosa da fare è sistemare ed allineare il piano di stampa.. essenziale, da fare spesso durante le varie stampe.. non ogni stampa.. ma una controllata la darei…

Fatto questo bisogna creare il pezzo da stampare.. dimenticatevi di progettarlo tutto in un unico pezzo.. dividetelo e risparmierete tempo e denaro.. dico questo perchè se per un qualsiasi motivo.. sbagliate un parametro.. il filo si intreccia e blocca l’estrusore o si crea un distaccamento del pezzo dal piano di stampa.. dovete rifare tutto.. se invece lo avete progettato a pezzi da assemblare dopo, oltre a poter dividere il tempo di stampa.. parlare di ore è una bazzecola.. si parla anche di decine di ore per un pezzo.. dipende tanto dalla qualità che volete raggiungere e dalle dimensioni.. avrete la possibilità di implementare pezzi, sostituirli in caso di bisogno etc.. quindi dividete il progetto!!

Oltre alla divisione c’è da considerare le dimensioni.. non tanto l’altezza e la profondità del pezzo finito.. ma la grandezza di ogni singolo pezzettino.. dalle pareti esterne, a quelle interne (anche se per queste ultime si modificheranno dal programma di slicing.. cura3d..)

Una dimensione sbagliata vuol dire che il pezzo non reggerà lo sforzo a cui lo andrete a sollecitare.. non si piegherà come avevate pensato o non si incastrerà dove avevate pensato di metterlo.. non è solo un problema di precisione delle misure.. ma proprio di progettazione strutturale…

Finito con il progetto, io li faccio con Thinkercad… prodotto autodesk, gratuito che permette tramite internet di disegnare partendo da forme geometriche di base tutto quello che volete.. certo non è potente ma vi assicuro che potete fare quello che volete e che non dovete o piratare il software migliore o pagarlo centinaia di €… dicevo.. dovrete passare il progetto dei singoli pezzi allo slicer.. il programma che taglia in strati il vostro progetto per poi passare i dati alla stampante 3d..

Ah.. dimenticavo.. la stampa 3d funziona a caduta.. cioè il filamento viene sciolto e cola sul piano di stampa.. quindi non potete progettare ponti sospesi, senza fare impalcature che sorreggano la strada… (per farvi un esempio…), una staffa per esempio la dovete disegnare di lato.. come se fosse rovesciata perchè se la progettate dritta ci sarà una parte che salirà in alto.. cosa che può creare problemi.. mentre se è su un fianco al massimo salirà di pochi centimetri.. lo stesso vale per eventuali “travi”.. invece che dritti come andrebbero poi utilizzati.. sdraiateli.. pensateli a terrà.. vi eviterete molti problemi.. la parte più larga dovrà restare sul piano x.. 

Per i filamenti, ce ne sono a decine.. di tutti i tipi, dimensioni, pesi, con differenti capacità, resistenze, flessibilità e colori.. dal semplice pla colorato, al tpu morbido come le custodie dei cellulari.. ai filamenti compositi, dove trovare carbonio, legno, alluminio etc.etc.. anche quì da diventare pazzi perchè ogni tipologia ha i suoi parametri.. ma ogni marca ha le sue… quindi con lo stesso materiale ma marche differenti i parametri da utilizzare sono diversi.. inoltre patiscono l’umidità.. quindi una volta aperti, dovrete trovare un posto sigillato dove riporli e tenerli lontani dall’umidità…

Lo slicer come cura3d permette di trasformare il vostro disegno “cad” in comandi da dare in pasto alla stampante.. vedrete come spezzare il progetto in piccole parti, farà diminuire il tempo di stampa.. un progetto che sto facendo è partito da 38 ore.. a circa 30.. e da 4 pezzi in totale.. a circa 50.. permettendomi, oltre che di creare eventuali pezzi di riserva, di spezzare le stampe e diluirle nel tempo.. ottimizzando anche i parametri permettendo per esempio di fare dei pezzi molto definiti e pesanti (come grammi di filamento utilizzati) e quindi anche robusti, ma molto lenti nella realizzazione, o dei pezzi molto veloci e leggeri, ma anche molto fragili..

Con lo slicer dovrete modificare i parametri con cui verrà stampato il pezzo.. dimensione del filamento, temperature del piano di stampa e di fusione.. spessore delle pareti, metodo di riempimento, solo per citarne pochissimi.. inoltre dovrete dire se volete o meno dei supporti (le impalcature di cui parlavo prima) per sorreggere parti molto inclinate o sospese tipo un quadro.. se lo dovete fare appunto in piedi e non sdraiato, avrete bisogno di un impalcature per fare la parte superiore…. (se lo sdraiate e quindi lo fare da assemblare.. vi evitate il problema e il consumo di filamento per l’impalcature.. oltre che il tempo necessario per crearla…)

A questo punto, dopo aver creato il file gcode da dare in pasto alla stampante.. non vi resta che inserire la memoria dentro la stampante e dare i comandi per la stampa.. e aspettare.. ore.. decine di minuti nel miglior dei casi per i pezzi più piccoli..

Insomma, prima di arrivare a costruire qualcosa di veramente vostro, avrete tanto, ma tanto tempo da perdere e tante prove da fare… quindi torniamo ai primi punti, dove indicavo la pazienza e il tempo da dedicarci…

Alla fine, se non è andato storto nulla.. avrete il vostro pezzo da staccare dal piano di stampa e da rifinire.. togliere piccole imperfezioni o le impalcature ed eventualmente assemblare, dipingere o carteggiare a seconda del materiale che avete usato..

Ne vale la pena.. economicamente NO!!! ASSOLUTAMENTE NO!!! NON VALE LA PENA ECONOMICAMENTE, se volete che ne valga la pena.. dovete prendere stampanti da migliaia di € e fare della stampa 3d la vostra professione.. è vero che per fare un pezzo anche grande magari un vaso da 30cm di altezza e largo 20 avete impiegato 300g di materiale.. più o meno dai 5€ ai 7€… ma avrete consumato tempo.. tanto tempo.. probabilmente per un vaso del genere, che è molto grosso e molto spesso.. anche 30 o 50 ore.. poi c’è la corrente elettrica.. immaginate una stufetta elettrica che scalda a 60° il piatto di stampa e 200 l’ugello estrusore.. non è costante il consumo.. perchè una volta raggiunta la temperatura deve solo mantenerla.. ma in ogni caso è un costo.. anche di qualche €.. quindi alla fine il vostro vaso vi costa dai 5 ai 15€ tutto compreso.. sempre che non abbiate sbagliato qualcosa, che non si sia intrecciato il filamento che non si sia rotto o finito.. (in questi casi la mia stampante ha il sensore che blocca la stampa per poi riprenderla .. lo stesso in caso di mancanza di corrente…) e sopratutto avrete speso ore e ore a progettarlo.. se non lo avete scaricato direttamente da uno dei tanti siti di raccolta progetti 3d…

Il vero vantaggio è che il pezzo che vi si è rotto dell’elettrodomestico.. il pezzo in auto come nel mio caso che non esiste, l’oggetto d’arredo che vi piacerebbe che lo potete creare come vi pare.. personalizzarlo come vi pare e che quindi in esiste ed è unico…lo potete finalmente fare.. se dovete andare a comprarlo vi costa magari 10€ quando se lo progettate voi e ve lo stampate arrivate a 3/5€ … e tante ore.. o il pezzo che non esiste.. anche se lo pagate 10€ di filamento.. non esistendo in commercio ci avete sicuramente guadagnato… per non parlare sempre della personalizzazione.. quindi scordatevi di farci dei soldi.. scordatevi di usarla come una stampante laser o a getto d’inchiostro.. dovrete bestemmiare sopratutto se non avete conoscenze tecniche di progettazione dei pezzi e dei software da utilizzare… ma alla fine vi darà soddisfazione. sono soldi investiti per divertimento, interesse personale e per soddisfazione.. nulla più.. anche perchè a meno che non fate arte.. non stamperete tutti i giorni pezzi. una volta realizzate le cose che vi mancano o che vi servono.. la stampante resterà inutilizzata…

Quindi, costa, molto, sia economicamente che di tempo.. vi farà bestemmiare.. ma sarà una prova che vi terrà impegnati molto tempo, vi farà conoscere molte cose nuove e quindi imparerete qualcosa, che non è mai male.. Ve lo consiglio quindi, sì! se avete la possibilità fatelo.. provateci.. mettete in acconto almeno 300€ tra stampante, tavolo, filamenti e scatole per mantenere i filamenti, o meglio anche il doppio, partendo da una stampante migliore, sappiate che più spenderete meno problemi avrete… a partire dal montaggio che se non è preciso, ma molto preciso, vanificherà le stampe.. sia in velocità di stampa e di precisione di quest’ultima..

Un po di link per iniziare a buttarvi in questa avventura..

Vari link su youtube per corsi.. su tutto.. almeno per cominciare.. poi se trovare un corso.. ripeto.. fatelo..

stampante : cr10s

filamenti : amazon

piano di stampa : amazon

o piatto magnetico, quindi con la possibilità di essere estratto e piegandolo estrarre il pezzo stampato senza l’utilizzo di palette o senza toccare il piano che risulta così sempre livellato.. : amazon

Nastro adesivo di carta speciale : amazon

Telecamera puntata sulla mia stampante.. è una immagine fissa, io la potrò spostare tra la cr10 e la anet a8… dovete ricaricarla di tanto in tanto se volete vedere cosa succede in diretta.. non sempre è in funzione.. e presto quando ci sarà la luce accesa vorrà dire che sarà in funzione.. altrimenti no.

Seconda Telecamera da sopra.. inquadra solo la cr10.. ed è in tempo reale, non potete spostarla, è una telecamera fissa.

Novità..