{"id":158,"date":"2016-06-20T09:47:18","date_gmt":"2016-06-20T07:47:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nasosan.it\/blognasosan\/?p=158"},"modified":"2016-06-16T23:48:02","modified_gmt":"2016-06-16T21:48:02","slug":"racconto-una-persona-di-santini-flavio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nasosan.it\/blognasosan\/racconto-una-persona-di-santini-flavio\/","title":{"rendered":"Racconto &#8220;Una persona.&#8221; di Santini Flavio."},"content":{"rendered":"<p>Una persona, sola, adulta, seduta in casa propria davanti alla tv.<br \/>\nCerca qualcosa di interessante, ma \u00e8 domenica sera e c&#8217;\u00e8 solo calcio&#8230;<br \/>\nFuori diluvia, siamo a marzo e fa insolitamente freddo per quel periodo.<br \/>\nUn lampo illumina a giorno la sala.<br \/>\nLa persona intravede qualcosa, ma pensa subito che sia solo l&#8217;effetto ottico del lampo, magari un ombra&#8230;<br \/>\nGuarda verso la cucina, lo stomaco brontola, decide cos\u00ec di alzarsi e andare a vedere cosa c&#8217;\u00e8 nel frigo.<br \/>\nAltro lampo, altra sensazione, \u00e8 strana, sembra negativa, ma allo stesso tempo \u00e8 positiva, una sensazione mai provata prima.<br \/>\nApre il frigo e&#8230; lampo, buio, tuono frastornante.<br \/>\nFa un sussulto, la strana sensazione di prima lo prende allo stomaco.<br \/>\n\u00c8 come se qualcuno gli tenesse una mano intorno alle budella.<br \/>\nCerca una lampada nei cassetti, ma trova un coltello che non doveva stare l\u00ec.<br \/>\nIl taglio non \u00e8 profondo ma fa male.<br \/>\nOra la sensazione \u00e8 pi\u00f9 definita, sembra una presenza, qualcuno in carne e ossa, che lo guarda, lo fissa.<br \/>\nSi gira su se stesso, ma \u00e8 troppo buio e non riesce a distinguere nulla nell&#8217;oscurit\u00e0.<br \/>\nLa luce ritorna.<br \/>\nIl frigo aperto, il cassetto con il coltello e la sua mano sinistra con un taglio di 3 cm nel palmo&#8230;<br \/>\nGuarda la ferita ma stranamente non esce sangue, vede la pelle aperta, ma non c&#8217;\u00e8 sangue.<br \/>\nNessuna traccia, neanche una gocciolina sul coltello.<br \/>\nUn lampo e la pioggia si fa ancora pi\u00f9 forte.<br \/>\nArriva il tuono e subito dopo dei passi provenire dalla sala.<br \/>\nSembrano diretti verso di lui, ma probabilmente \u00e8 la tv&#8230;<br \/>\nChiude il cassetto e il frigo, non ha pi\u00f9 fame.<br \/>\nCerca una benda per fasciare la ferita, dopo averla medicata.<br \/>\nSuona il telefono.<br \/>\nVa in sala e risponde, \u00e8 una persona che chiede se anche l\u00ec \u00e8 mancata la luce.<br \/>\nPoi si presenta e dice di essere della societ\u00e0 elettrica e mette gi\u00f9.<br \/>\nLa cornetta \u00e8 gi\u00f9, la tv \u00e8 spenta, ma si sentono delle voci.<br \/>\nStavolta provengono dalla cucina.<br \/>\nSi gira per capire cosa potesse essere, poi non sentendo pi\u00f9 niente, decide che, un po per la stanchezza, un po per il fatto che a lui i temporali hanno sempre fatto paura, \u00e8 solo uno scherzo della sua immaginazione.<br \/>\nSpegne le luci e decide di andare a dormire.<br \/>\nLa mattina dopo, si alza e la benda alla mano \u00e8 intrisa di sangue.<br \/>\nToglie la benda e la mano \u00e8 rossa, la ferita non si vede dalla quantit\u00e0 di sangue presente.<br \/>\nScende in cucina e apre il cassetto, il coltello \u00e8 sporco di sangue.<br \/>\nDoveva essere veramente stanco, ieri per non essersi accorto del sangue.<br \/>\nLa ferita comunque non gli duole.<br \/>\nFa colazione e si prepara per andare a lavorare.<br \/>\nNel tragitto in auto da casa all&#8217;ufficio, si ripresenta quella strana sensazione.<br \/>\nDecide di non dargli peso.<br \/>\nLa giornata sembra serena, in cielo c&#8217;\u00e8 un bel sole, sembra quasi che il temporale di ieri non ci sia mai stato.<br \/>\nTorna dal lavoro, e proprio mentre sta per entrare in casa, sente delle voci provenire da dentro l&#8217;appartamento.<br \/>\nSembrano dire qualcosa, ma lui non capisce.<br \/>\nApre la porta e le voci spariscono.<br \/>\nLa ferita medicata dal dottore dell&#8217;azienda, non gli fa pi\u00f9 male, e anzi togliendosi la benda non vede neanche pi\u00f9 la ferita stessa.<br \/>\nIncomincia a non capire cosa gli sta succedendo.<br \/>\nEppure aprendo la valigetta, si risentono le voci, vede il foglio del dottore.<br \/>\nStavolta chiede chi sono e cosa vogliono, cosa dicono.<br \/>\nLe voci smettono.<br \/>\nDi nuovo davanti la tv, ma sempre con niente di interessante da vedere.<br \/>\nSpegne la tv e stavolta sente una mano sulla propria testa.<br \/>\nNon fa male, ma la sensazione \u00e8 presente su tutto il cranio.<br \/>\nUna voce singola, sembra ora dirgli qualcosa, ma non \u00e8 chiara.<br \/>\nPrende un album delle foto di famiglia e sfogliandolo vede una sua foto con la mano sinistra fasciata come se fosse stata tagliata.<br \/>\nIl problema \u00e8 che sotto la foto la didascalia dice 1985, 16 anni prima.<br \/>\nSfogliando ancora vede un&#8217;altra foto dove lui aveva la testa fasciata da un turbante di carnevale del 1982, e si ricorda che era talmente stretto da fargli male.<br \/>\nSi risveglia il giorno dopo, probabilmente si era addormentato mentre sfogliava quelle foto.<br \/>\nSi prepara per andare al lavoro ma si accorge di non riuscire a muovere le gambe.<br \/>\nIl suo sguardo capita su una foto dove si era rotto entrambe le gambe a causa di un incidente di sci.<br \/>\nL&#8217;anno era il 1990.<br \/>\nTelefona al proprio dottore, che si presenta a casa sua dopo poco.<br \/>\nLo visita, ma risulta tutto a posto.<br \/>\nSaluta il dottore e si mette nel letto.<br \/>\nAll&#8217;improvviso incomincia a vomitare, senza nessun preavviso.<br \/>\nIl tutto dura per circa 10 minuti.<br \/>\nDopo riesce a calmarsi, e alzandosi nota nell&#8217;albo delle foto una in particolare con la didascalia &#8220;1992. Agosto, belle vacanze passate a vomitare&#8221;.<br \/>\nIncomincia a pensare che ci sia un qualche collegamento.<br \/>\nSembra che tutto quello che gli era successo in passato, ora gli si ripresenti.<br \/>\nPanico, gli viene in mente la prima volta dal dentista, tanta paura.<br \/>\nPoi improvvisamente, gioia, e ricorda il primo bacio.<br \/>\nCosi andando per tutta la giornata, sino a sera.<br \/>\nSi trova nel letto.<br \/>\nUn lampo, poi un tuono e qualcuno che bussa alla porta.<br \/>\nSono le 2 del mattino.<br \/>\nSi alza, e va ad aprire, nonostante non senta pi\u00f9 bussare, ma una strana forza gli dice di aprire la porta lo stesso.<br \/>\nMentre si avvicina, sente paurosamente freddo, ghiaccio, gli si congelano le articolazioni.<br \/>\nMa stranamente riesce a muoversi.<br \/>\nApre la porta e non c&#8217;\u00e8 nessuno.<br \/>\nSolo il buio delle scale.<br \/>\nGuarda fuori dalla porta ma niente.<br \/>\nChiude la porta, il freddo non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9.<br \/>\nSi gira per tornare nel letto e una mano lo tocca sulla spalla.<br \/>\nSi gira di scatto.<br \/>\nDallo spavento cade a terra e si trova in pratica, ai piedi di una cosa alta 2 metri, vestita di nero e con una falce in mano.<br \/>\nNon ha viso, anche se il cappuccio copre la faccia, ma lui sa che non ci sarebbe comunque nulla da vedere.<br \/>\nIl freddo Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9.<br \/>\nOra sta bene.<br \/>\nUn braccio della cosa si allunga verso di lui.<br \/>\nUna mano guantata di nero gli viene tesa.<br \/>\nLui raccoglie l&#8217;invito.<br \/>\nStranamente si sente a suo agio con quella cosa.<br \/>\nNel momento in cui tocca la mano, l&#8217;ascia gli cade addosso.<br \/>\nLo taglia in due.<br \/>\nCapisce tutto d&#8217;un tratto che quei 2 gg passati con tutte quelle stranezze erano i suoi momenti in cui quando si muore, si rivede tutto il passato.<br \/>\nPer lui era stato diverso, non lo aveva visto in pochi attimi, ma lo aveva rivissuto anche se in maniera ristretta.<br \/>\nOra si vede davanti alla tv, un lampo e la tv esplode.<br \/>\nIl vetro del tubo catodico gli si infrange in viso.<br \/>\nCapisce che quello che sta vedendo, non \u00e8 altro che la sua morte.<br \/>\nSorride, non si aspettava una cosa del genere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una persona, sola, adulta, seduta in casa propria davanti alla tv. 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